23-04-2026 | di COOPI
Aiutiamo Gaza. Dove la paura diventa coraggio, nasce una rete di giovani soccorritori
Sapere come intervenire in un?emergenza non ? scontato. A Gaza, dove pu? fare la differenza ogni giorno, sempre pi? giovani stanno scegliendo di impararlo. Per questo, da ottobre 2025 COOPI - Cooperazione Internazionale ETS sostiene il progetto ?AIUTIAMO GAZA: supporto di emergenze attraverso assistenza medica e psico-sociale per la popolazione di Gaza?, realizzato dal partner Education for Employment ? Palestine (EFE-Palestine).
Ad oggi il progetto ? nel pieno della sua operativit?. Presso l?ospedale Al Wafaa di Gaza City, si ?, infatti, appena concluso il primo corso di formazione di primo soccorso e supporto psicosociale in emergenza. 31 giovani, di cui 4 uomini e 27 donne, hanno completato con successo il percorso e sono ora un punto di riferimento per le proprie famiglie, i propri vicini e amici.?
Intervenire in emergenza
A caratterizzare il gruppo ? stata soprattutto la motivazione a mettersi al servizio della comunit?, spesso nata da esperienze personali molto forti. ?
Amina*, 23 anni, ha deciso di iscriversi al corso dopo una notte che non riesce a dimenticare. Durante un bombardamento nel suo quartiere, una vicina anziana ? rimasta ferita e, in assenza di soccorsi immediati, nessuno sapeva come aiutarla: come fermare il sangue, come tranquillizzarla, come supportarla durante l?attesa dei soccorsi. Amina era l?, ma si ? sentita paralizzata, incapace di fare qualcosa di concreto.
Quella notte ho capito cosa significa non sapere come aiutare. Mi sono sentita inutile. Ho deciso di partecipare perch? voglio essere pronta, per la mia famiglia e per chi vive accanto a me. Qui non possiamo permetterci di aspettare qualcuno: dobbiamo essere noi i primi a intervenire. Sapere come aiutare gli altri ? una responsabilit?.
Dalla teoria alla pratica
La formazione si ? concentrata sia sul primo soccorso d'emergenza sia sul supporto psicosociale, fornendo ai partecipanti le conoscenze essenziali e le competenze pratiche per agire come primi soccorritori nelle loro comunit?.
L?approccio utilizzato ? stato molto pratico, vicino alla realt? che questi giovani affrontano ogni giorno. Formatori esperti hanno illustrato le tecniche di bendaggio, di trattamento e medicazione delle ferite, nonch? di gestione di emorragie, abilit? fondamentali per intervenire nei primi minuti decisivi.
Accanto a questo, un?attenzione particolare ? stata dedicata al supporto psicosociale, perch? a Gaza le ferite non sono solo fisiche ma anche interiori. Per questo, saper ascoltare, rassicurare e stare accanto agli altri ? parte integrante dell?aiuto.
Grazie alla distribuzione di kit medici professionali, questi giovani stanno gi? trasformando tutto questo in azioni reali. Cresce la loro autonomia, prontezza e fiducia nelle proprie capacit?.
Per Yousef*, 27 anni, il valore della formazione si misura proprio nella sua applicabilit? quotidiana:
Prima avrei esitato, avrei avuto paura di sbagliare. Ora quando succede qualcosa mi muovo, so da dove iniziare. E sapere che, in quel momento, posso fare la differenza per qualcuno non ha prezzo.
Una rete che moltiplica competenze
Fin dal primo mese successivo alla formazione, i partecipanti hanno iniziato a mettere in pratica le competenze acquisite: condividono conoscenze, offrono supporto psicosociale e si preparano a interventi strutturati nel territorio.
COOPI, insieme al suo partner EFE-Palestine, sostiene i giovani anche dopo la loro formazione, favorendo un coinvolgimento continuo nelle iniziative comunitarie. I partecipanti sono oggi attivamente impegnati nell?individuazione dei bisogni locali e nella definizione delle strategie di intervento, in un processo graduale che li accompagna dalla formazione all?azione sul campo.
Rania*, 25 anni, ? tra coloro che hanno trasformato la formazione in condivisione quotidiana: dopo il corso ha iniziato a incontrare famiglie del suo quartiere, spiegando come reagire nelle emergenze e come sostenersi a vicenda nei momenti di difficolt?.
Quando torno a casa e mi chiedono cosa ho imparato, non riesco a tenerlo per me. Ci sediamo insieme, parliamo, proviamo i gesti. Vedo la paura negli occhi delle persone, ma anche il sollievo quando capiscono cosa fare. Non posso cambiare quello che succede, ma posso fare in modo che nessuno si senta pi? completamente impotente.
L?impatto ? tangibile: migliaia di persone raggiunte indirettamente e oltre mille beneficiari diretti che hanno ricevuto conoscenze pratiche e supporto. 30 dei 31 diplomati hanno dichiarato di aver raggiunto 6.159 beneficiari indiretti attraverso attivit? di sensibilizzazione e interazioni con la comunit? e di aver fornito direttamente conoscenze, tra cui indicazioni di primo soccorso e tecniche di supporto psicosociale, a 1.207 persone.
L?entusiasmo dei partecipanti e l?efficacia di questo primo ciclo hanno condotto all?avvio di un nuovo ciclo di formazione, ampliando ulteriormente la rete di giovani soccorritori. E con essa, cresce anche la capacit? delle comunit? di reagire e sostenersi a vicenda, consolidando un modello di intervento replicabile.
In un contesto in cui tutto pu? cambiare in un istante, sapere cosa fare diventa un atto di cura e di coraggio condiviso.
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* nome di fantasia